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All'indomani della demolizione completa del "bubbone" del Quartiere Cecilia si pensa già al progetto di realizzazione del Parco Urbano...

MODUGNO: FAL, VENERDI’ 22 NOVEMBRE POSSIBILI DISAGI PER SCIOPERO FIT-CISL BASILICATA

Possibili disagi su treni e autobus delle Ferrovie Appulo Lucane venerdì 22 novembre a causa di uno sciopero di 24 ore degli Autoferrotranvieri di Basilicata proclamato dalla Fit-Cisl di Basilicata...

FAL: NEI GIORNI 19-20 NOVEMBRE SOPPRESSIONE TRENO 112 E SOSTITUZIONE BUS

Le Ferrovie Appulo Lucane informano che, per sopravvenute esigenze tecniche, nei giorni 19-20 novembre 2019 saranno apportate delle modifiche al programma ferroviario.

MODUGNO: LUNEDI 18 NOVEMBRE DEMOLIZIONE DELL'ULTIMO PEZZO DEL "BUBBONE" DEL QUARTIERE CECILIA

Il "BUBBONE" di sei piani scompare definitivamente dall'orizzionte dei residenti del quartiere Cecilia. Saranno conclusi oggi, infatti, i lavori di demolizione dell'immobile...

MODUGNO: TORNA IL CONCORSO DI PRESEPI ORGANIZZATO DALLA PARROCCHIA SANT'AGOSTINO

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MODUGNO: IL 23 E 24 NOVEMBRE MONUMENTI APERTI

Nel fine settimana del 23 e 24 novembre Monumenti Aperti rifarà tappa in Puglia. Manifestazioni anche a Modugno...

MODUGNO: APPROVATO IL NUOVO PIANO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE

È stata approvata all'unanimità dal Consiglio comunale tenutosi il 6 novembre scorso, la nuova pianificazione comunale in materia di Protezione Civile predisposta dall'Amministrazione in carica. Di seguito tutti i dettagli......

MODUGNO: AL VIA LA SPERIMENTAZIONE DEL "TAXI SOCIALE"

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CASALE DI BALSIGNANO: FIRMATO PROTOCOLLO D'INTESA PER LA VALORIZZAZIONE

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Scritto da Redazione Online Network    Mercoledì 04 Settembre 2019 15:54

Il Sindaco di Modugno, Nicola Magrone, e il Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Città Metropolitana di Bari, Luigi La Rocca, hanno sottoscritto venerdì 30 agosto il Protocollo d'Intesa "per la valorizzazione del comprensorio di Balsignano (Insediamento del Neolitico Antico – Casale di Balsignano)"...

 

 

 

Il Sindaco di Modugno, Nicola Magrone, e il Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Città Metropolitana di Bari, Luigi La Rocca, hanno sottoscritto venerdì 30 agosto, a Palazzo Simi, a Bari, il Protocollo d'Intesa "per la valorizzazione del comprensorio di Balsignano (Insediamento del Neolitico Antico – Casale di Balsignano)".
 
Grazie all'impegno dell'assessore comunale ai Lavori Pubblici, William Formicola, è stata così sancita formalmente la volontà dell'Amministrazione Comunale di compiere ogni azione utile per tutela, studio, ricerca, valorizzazione e fruizione dello straordinario giacimento di testimonianze del passato, e, in definitiva, di ricchezze storico-culturali, in contrada Balsignano, dove il Comune di Modugno è proprietario:
 
- del complesso monumentale di Balsignano (X e XI secolo d.C.), una delle più rare e preziose testimonianze di insediamento altomedievale nella Terra di Bari, oggi completamente restaurato ed aperto alla fruizione pubblica da novembre 2016;
 
- di un’area archeologica (terreno dell’estensione di circa 5 ettari), sede di un insediamento del neolitico antico (comunemente noto come il “Villaggio Neolitico”) risalente al V millennio a.C.; l’area è stata acquisita al patrimonio pubblico nel 2017 per opera dell'Amministrazione Magrone e del Consiglio Comunale;
 
- di una ulteriore area ubicata fra il Casale di Balsignano e il “Villaggio Neolitico”, acquisita al demanio comunale per destinarla a parcheggio (e punto di accoglienza) a servizio del Casale di Balsignano e del Villaggio Neolitico.
 
Comune e Soprintendenza, dunque, hanno definito un programma di attività con la finalità ultima, in particolare, di assicurare la fruizione pubblica dell'area del Villaggio Neolitico alla quale giungere mediante una serie di azioni condivise: 1) Realizzazioni di infrastrutturazioni per la protezione del sito come la recinzione dell'area, il cancello di accesso ed eventuali varchi, eventuali sistemi di videosorveglianza della zona archelogica, tabellazioni, alimentazione elettrica e illuminazione; 2) Attività di scavo archeologico finalizzate a riportare a vista le emergenze archeologiche già individuate in passato e poi reinterrate per motivi di sicurezza e conservazione; 3) Opere di protezione delle aree con le emergenze archeologiche riportate alla luce, atte a garantirne la conservazione, unitamente a supporti informativi ed esplicativi, e restauro dei reperti maggiormente significativi; 4) Attività di promozione e valorizzazione del sito, anche mediante pubblicazioni a stampa (volumi, monografie, brochure, materiale informativo, ecc.) e su portale Web, di materiale informativo con contenuti culturali, scientifici e storici riguardanti il sito; 5) Valorizzazione del patrimonio archeologico mediante la realizzazione di aree museali dedicate all'esposizione dei reperti provenienti dall'area di Balsignano, da individuarsi in sedi idonee, nonché realizzazione di calchi sia fisici che virtuali, compresa la realizzazione di attività di archeologia sperimentale atte a riprodurre la conformazione dell'antico villaggio, delle sepolture, della vita quotidiana del neolitico, e di ogni altro elemento correlato, con eventuali relative attività didattiche dimostrative; 6) Prosecuzione delle indagini sul resto dell'area demaniale consistente in attività di ricerca e scavo archeologico; 7) Realizzazione di un'area a parcheggio e punto accoglienza su suolo di proprietà comunale appositamente acquisito al demanio da destinare a servizio del sito di Balsignano (Casale Medievale e Insediamento Neolitico Antico).
 
COMUNICATO SEGRETERIA SINDACO MAGRONE
 
_________________________________________________________________
 
 
VILLAGGIO NEOLITICO, SCHEDA
 
Il sito, secondo il Piano Regolatore Comunale, ricade in parte in zona con vincolo ambientale, in parte in zona agricola di salvaguardia ambientale.
 
Il villaggio neolitico di Balsignano, abitato da comunità di agricoltori e allevatori della Bassa Murgia barese, è uno dei riferimenti primari nello studio del processo di neolitizzazione dell’Italia sud-orientale. Sito a circa 8 km dalla costa adriatica a SO di Bari, ad una quota di 82 m s.l.m., si estende su un ampio pianoro calcareo proteso lungo un’ansa di Lama Lamasinata, a breve distanza dal casale di Balsignano d'epoca medievale. Gli scavi estensivi condotti dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia dal 1993 al 2002 hanno evidenziato due fasi principali di vita, nel Neolitico Antico (metà del VI millennio a.C.) e nel Neolitico Medio (fine VI - prima metà del V millennio a.C.). Alla prima fase si riferiscono le fondazioni di due capanne rettangolari, all'esterno delle quali erano pavimentazioni con basole calcaree e focolari su basole. Il tipo di struttura, di cui in questo caso è ricostruibile il perimetro, trova riscontro nelle architetture insediative di molti dei siti coevi della Bassa Murgia barese come Carrara S. Francesco, Masseria Maselli, S. Gabriele, Titolo. A 20 metri da una delle capanne era ubicata la tomba con fossa ovale e il fondo rivestito da lastrine e pietre informi, entro cui era adagiato un soggetto femminile adulto (37-46 anni d’età alla morte), con il capo poggiato su una lente di cenere e lastrine arrossate dal fuoco, fortemente contratto sul fianco sinistro e il busto coperto da quattro lastre informi. Priva di corredo, presso le mani, era deposta la mandibola di un ovicaprino. Caratterizzante è la presenza, accanto alla tipica produzione di ceramica impressa a crudo, di decorazioni, attestate su forme aperte di ceramica più fine. Attrezzi da lavoro in pietra scheggiata su selce e in ossidiana costituivano parte residua di un più ampio armamentario degli agricoltori di Balsignano, utilizzati per la raccolta dei cereali e il trattamento di altre piante erbacee come le canne palustri. Altre attività artigianali erano la lavorazione della materia dura animale, della ceramica, del legno, della pelle. Alla fase del Neolitico medio è riconducibile la struttura di una terza capanna forse più connessa con attività produttive che residenziali in senso stretto, delimitata da blocchi di calcare con al centro un battuto argilloso dove era allestito un focolare di forma circolare, nei pressi del quale si concentrava la maggior quantità di reperti ceramici. Alle stesse fasi insediative può a grandi linee correlarsi la sepoltura, prospiciente il lato orientale della più antica capanna, con soggetto maschile (età alla morte di 35-40 anni), in posizione contratta sul fianco destro, entro fossa quadrangolare contornata da blocchi litici, priva di corredo.
 
La sequenza di Balsignano è oggi un riferimento per molti siti noti da superficie dell’area murgiana costiera, in particolare per l’architettura delle capanne ben conservata, altrove nota solo da brevi tratti incompleti, che consente di ipotizzare con buona approssimazione pianta ed elevato. (Il villaggio neolitico di Balsignano, in “Balsignano - Un insediamento rurale fortificato”, Adda 2015, volume realizzato nell'ambito delle attività di recupero e valorizzazione del Casale di Balsignano con fondi PO FESR 2007/2013).
 

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