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MODUGNO: PRIMA CARTA D'IDENTITA' ITALIANA PER BESNIK SOPOTI

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Scritto da Redazione Online Network    Giovedì 12 Aprile 2018 16:25

È divenuta esecutiva la sentenza del Tribunale di Roma del 25 settembre 2017 che ha riconosciuto l'artista modugnese Besnik Sopoti “cittadino italiano dalla nascita”...

 

 

È divenuta esecutiva la sentenza del Tribunale di Roma del 25 settembre 2017 che ha riconosciuto l'artista modugnese Besnik Sopoti “cittadino italiano dalla nascita”.
 
La consegna della carta di identità ialiana a Sopoti da parte del Comune di Modugno sancisce il successo di una battaglia amministrativa e giudiziaria durata più di vent'anni, condotta da Nicola Magrone, oggi Sindaco di Modugno, e proseguita dall'avvocato barese Ascanio Amenduni, per ottenere il riconoscimento della cittadinanza italiana negata a Sopoti da una legge razziale.
 
Magrone: “È un momento emozionante per Besnik, per il movimento di Italia Giusta e la rivista Sudcritica che si sono battuti per anni per i diritti che a Besnik sono stati lungamente negati, e per la comunità modugnese che, ospitandolo dal 1991, lo ha sempre sentito come un proprio concittadino. La carta di identità a Sopoti è inoltre un grande simbolo di vittoria della ragione dei diritti costituzionali contro i momenti più ottusi della burocrazia”.
 
Domani, giovedì 12 aprile 2018, si terrà l'assemblea di Italia Giusta - ore 19 presso il Palazzo della Cultura – per augurare a Sopoti una lunga e felice cittadinanza italiana. Interverranno Nicola Magrone e lo stesso Sopoti.
 
Il Comune di Modugno ha rilasciato all'artista modugnese Besnik Sopoti la sua prima carta d'identità con la dicitura “CITTADINO ITALIANO”. Viene così sancita l'esecutività della sentenza della prima sezione civile del Tribunale di Roma che, il 25.9.2017, ha dichiarato Sopoti “cittadino italiano dalla nascita”. Besnik Sopoti, infatti, pur essendo nato a Bari, nel 1935, da madre italiana, non aveva potuto avere sinora il riconoscimento della cittadinanza italiana a causa di una legge razziale che negli Anni Trenta aveva fatto perdere col matrimonio la cittadinanza italiana a sua madre, Anna Turi, di Bari. La decisione dei giudici romani è stata presa in accoglimento di un ricorso fatto dall'avvocato barese Ascanio Amenduni, per iniziativa del magistrato Nicola Magrone, che per anni si è battuto - da presidente del Movimento Italia Giusta secondo la Costituzione nonché da Sindaco di Modugno - perché fosse riconosciuto a Sopoti un diritto negato: la cittadinanza italiana che, invece, egli "avrebbe dovuto vedere riconosciuta già da anni, perché – ha ribadito più volte Magrone - sin dal 1975 la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale l'automatismo per il quale - sulla base di una legge del 1912 (la 555), recepita dalla legislazione fascista - Anna Turi aveva perso negli anni Trenta la cittadinanza italiana”.
 
È stata dunque, quella in favore di Besnik, una battaglia di civiltà portata fino in fondo, nell'arco di un periodo superiore ai vent'anni, da Nicola Magrone, dal movimento Italia Giusta secondo la Costituzione e dalla rivista Sudcritica, conclusa positivamente grazie all'aiuto dell'avv. Ascanio Amenduni.
 
“Sono italiano ma in Italia mi trattano da straniero”. Sono le parole con le quali per anni Besnik Sopoti, nato in Italia da madre italiana e rimasto lungamente privo della cittadinanza italiana, ha commentato la sua incredibile vicenda prima dell'odierna felice conclusione.
 
La madre di Besnik Sopoti, Anna Turi, nel 1934 aveva sposato, a Bari, un giornalista albanese della 'Gazzetta del Mezzogiorno', Mazar Sopoti, divenuto poi un patriota del Fronte nazionale. A causa del matrimonio con uno straniero, Anna Turi perse la cittadinanza italiana per una legge del 1912 recepita nella legislazione razziale del fascismo. Emigrata in Albania per le leggi razziali, e tornata in Italia con la sua famiglia nel '91, Anna Turi ridiventò cittadina italiana dopo l'entrata in vigore della nuova legge italiana sulla cittadinanza (la legge 91/1992). Al figlio Besnik, però, la cittadinanza italiana non venne restituita perché – fece notare Magrone - "il Ministero dell'Interno rilevò che Sopoti era nato prima dell'entrata in vigore della Costituzione italiana". Per oltre 25 anni, dunque, l'artista italo-albanese ha subito il paradosso - così Sopoti stesso lo ha definito - di essere considerato albanese, pur essendo nato in Italia da madre italiana e pur avendo tutti i suoi parenti residenti in Italia ottenuto la cittadinanza proprio in virtù della 'italianità' di sua madre.
 
Anche per porre, in parte, rimedio a questo 'paradosso', il 17 settembre 2013 il Comune di Modugno col Sindaco Magrone, città dove il poeta e pittore italo-albanese vive dal 1991, gli conferì la cittadinanza onoraria, con una cerimonia in consiglio, sulla base di una proposta fatta dal movimento Italia Giusta secondo la Costituzione, alla quale poi aderirono i consiglieri comunali di tutti i gruppi. "Finalmente è sciolto – conclude Magrone - un intrigo burocratico, caratterizzato da una rete di ciniche complicità, di incuria, di insensibilità, di sordità civiche e morali che hanno reso la vicenda Sopoti più intricata di un giallo".
 
 
COMUNICATO "ITALIA GIUSTA SECONDO COSTITUZIONE"
 

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